Instagram Contest. Let’s Giveaway!

Per inaugurare la collezione YoroPima ti proponiamo un contest* sul nostro profilo Instagram! Indovinando il contenuto del sacchetto nella foto lo riceverai direttamente a casa tua!

Non è necessario fare il repost, solo segui le istruzioni:

  1. indovina il contenuto del sacchetto (scrivilo nei commenti)
  2. menziona un amico nei commenti (avrai tante possibilità di indovinare, quanti sono gli amici che menzioni, ad esempio: 10 amici = 10 tentativi!)
  3. segui @yorokobiness

Il contest chiude lunedì 13 Novembre e un vincitore sarà scelto e rivelato nel corso delle 48 ore successive. Grazie per la pazienza nell’attesa e in bocca al lupo!

*Il contest non è sponsorizzato, amministrato o associato ad Instagram, Inc. Chi partecipa conferma di avere più di 13 anni, solleva Instagram da ogni responsabilità e concorda con i suoi termini d’uso.

To celebrate the launching of the new YoroPima project we are hosting an Instagram Contest*! Guess what’s inside the bag in the picture and you’ll receive it at home!

No reposting necessary, simply follow the instructions below!

  1. guess what’s inside the bag (write it as a comment)
  2. mention a friend in the comment (you will have as many chances to guess as the number of friends you mention, i.e.: 10 friends = 10 chances!)
  3. follow @yorokobiness

This giveaway will close on Monday 11/13. A winner will be chosen and announced within 48 hours, we appreciate your patience while we verify all the entries. Good luck!

*This is in no way sponsored, administered, or associated with Instagram, Inc. By entering, entrants confirm they are 13+ years of age, release Instagram of responsibility, and agree to Instagram’s term of use.
Advertisements

Storia di una matassa • A Hank Story

(For the English version of this blog story please visit Amano Yarns website)

Questa è la storia di un viaggio e soprattutto è la storia di una matassa di filo. Prima di iniziare la lettura suggerisco di preparare un caffè o un tè, di trovarvi un posto comodo e possibilmente di tenere tra le mani una matassa di lana. Tutta questa preparazione vi aiuterà ad iniziare l’avventura. Pronti? Godetevi il viaggio e la lettura!

Futuro e passato di una matassa di lana

Si sa che ogni gomitolo ha un suo futuro, può diventare un cappello, una maglia, una sciarpa, una coperta; lo si può lavorare a maglia o crochet per sé stessi, per un caro amico o per beneficienza. Non importa tanto quale sarà il futuro di una matassa perché di sicuro sarà una bella storia. Questo racconto non riguarda i mille progetti in cui si potrà trasformare un gomitolo di lana, ma piuttosto le sue radici. Avete mai pensato al suo passato? Perché vi assicuro che le matasse hanno un passato ed è una storia che vale la pena di essere raccontata.

Arequipa la città bianca

Non molto tempo fa ho avuto il piacere e l’onore di vedere da vicino il processo di trasformazione della lana visitando la fabbrica di Amano Yarns, un brand peruviano di lane naturali di alpaca. Ho trascorso qualche giorno nella “white city” di Arequipa, ho visitato il Canyon del Colca, visto da vicino elegantissime e selvagge vicuñas e tante, tantissime alpaca di una bellezza rara. L’ultimo giorno del viaggio sono andata a visitare le strutture in cui Amano trasforma la lana che sono circondate da una vista mozzafiato, tre vulcani imponenti: El Misti (5.822 m), Chachani (6.075 m), Picchu Picchu (5.425 m). È incredibile quanto lavoro e esperienza ci siano dietro una matassa che compriamo nel nostro negozio preferito di lana o che ci arriva comodamente a casa ordinata online. Ho avuto la fortuna di incontrare le persone che si trovano dietro le quinte, donne e uomini concreti che sono nel retro delle nostre storie di knitting e crochet. Sarebbe impossibile ricordare ogni singolo passaggio che trasforma il fiocco di lana in filo, ma ce ne sono alcuni che vale la pena citare.

  1. La selezione
  2. Il lavaggio e la pettinatura
  3. La filatura
  4. Etichettatura e packaging

La selezione

img_9422.jpgÈ fatta unicamente a mano utilizzando le punta delle dita e la vista. L’azienda riceve tonnellate di lana, un alpaca ne produce circa 2 kg in totale anche se di qualità differenti. Ci sono delle donne che hanno accumulato un’esperienza unica nel saper riconoscere e selezionare, semplicemente toccandoli e guardandoli, i diversi fiocchi di lana da quella base a quella più pregiata: Baby, Royal ed Imperial Alpaca. Il loro lavoro consiste anche nel dividere la lana per colore (bianco, nero e infinite sfumature di grigio e marrone).

Il lavaggio e la pettinatura

img_9433.jpgDopo l’accurata selezione, la lana è lavata, asciugata e resa soffice e resistente con una sorta di balsamo. La pulizia dei fiocchi si completa con la “pettinatura” della lana.

La filatura

A questo punto del processo inizia la filatura: la fibra viene trasformata in un grosso filo che è la base per ogni tipo di lavorazione, spessore e blend di lana possiamo immaginare.

IMG_9356

Etichettatura e packaging

Uno degli ultimi passaggi avviene quando il filo ottenuto, già pesato, è trasformato in una matassa, naturalmente questa parte si fa a mano! Una ragazza molto gentile mi ha insegnato come fare e ci sono quasi riuscita dopo un paio di tentativi!

IMG_9381

Questa è la fine del racconto ed è anche l’inizio delle storie uniche e meravigliose dei nostri lavori handmade di knitting e crochet.

Come ricavare la fettuccia da vecchie (o orrende) t-shirt

Ossessionati…

Giuro che ce ne sono tanti come me, giuro che non sono l’unica, leggo di loro sul web, a volte anche per strada ci riconosciamo per quello che indossiamo o per come lo indossiamo. Siamo una categoria piuttosto vasta, in parte ossessionati dal non buttare nulla perché tutto può tornare utile (lo ammetto ho una scatola con su l’etichetta “nastri/left over” che contiene ogni piccolo resto di nastro, spago, filo, fettuccia etc…), in parte siamo ossessionati dall’idea di creare qualcosa di unico che solo noi indossiamo nel mondo. Insomma sì, siamo ossessionati ma siamo anche dei visionari! E dove molti vedono una camicia dai polsini usurati, noi vediamo un cuscino, una balza di cotone da applicare ad una t-shirt in jersey, la fodera di una borsa, un abito per bebè e molte, moltissime altre idee.

Siamo recycler, ci piace riciclare e dare nuova vita alle cose, ci piace usarle fino alla fine e non lo facciamo per attenzione all’ambiente, o almeno non solo per quello, lo facciamo perché non possiamo farne a meno! E’ nei nostri geni! Nel mio caso, fa così mia madre e faceva così mia nonna!

… e visionari

Dicevo che siamo visionari: dove mio marito vedeva una maglietta orrenda con una stampa orrenda che non metteresti neanche per ridipingere casa e che non si sarebbe prestata neanche ad una operazione di upcycling da quanto era invadente la stampa pubblicitaria, io ho visto immediatamente metri di fettuccia e le infinite possibilità ad essi collegate.FullSizeRender.jpg

Sono nate così (da due t-shirt) tre piccole borsette all’uncinetto per tre bambine che compivano gli anni! Felicissime di indossarle, neanche avessi regalato loro la casa di Barbie o non so cosa piaccia alle bimbe di tre anni di questi tempi!
Se all’improvviso avete anche voi le visioni e vi torna in mente che avete delle magliette trasformabili in metri di fettuccia potete seguire questo tutorial, che ho trovato molto semplice e diretto.

Knitting bar a Sydney, ovvero le conseguenze dell’amore

Gallery

This gallery contains 4 photos.

Chi segue questo blog da un po’ sa bene che per me l’essere knitter e il lavorare la Lana d’Abruzzo sono due principi inscindibili, “we go together like salt and pepper“. E’ anche vero però che mi piace sperimentare alcune … Continue reading

I (miei) 4 principi della creatività e un po’ di Wedding

Gallery

This gallery contains 6 photos.

Spesso diventa l’estensione delle nostre mani, spesso i nostri pensieri si rifugiano lì, non importa dove ci troviamo e cosa stiamo facendo, spesso il nostro unico desiderio è arrivare presto a casa, sprofondare sul divano e perderci tra catenelle, fili, … Continue reading